LAVORA CON NOI

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Le nuove tecnologie digitali rappresentano un valido supporto per migliorare la competitività delle aziende della logistica anche in chiave di una maggiore qualità del lavoro. Basti pensare al tema della prevenzione degli infortuni. Le nuove soluzioni digitali e smart possono validamente integrare quanto già previsto dalle aziende in tema di sicurezza e formazione ma sempre nell’ottica di facilitare e alleggerire il lavoro degli operatori, senza quindi creare nuove criticità.

La gestione del magazzino, in conformità con le norme sulla sicurezza e la prevenzione degli infortuni, è una delle sfide più stimolanti per le aziende della logistica. Ancora di più alla luce degli sviluppi più recenti delle tecnologie digitali che, con soluzioni e servizi di nuova generazione, possono contribuire a rafforzare la sicurezza e le politiche di prevenzione degli infortuni. Vediamo come. 

Operazioni veloci e ripetitive aumentano il rischio di incidenti

Anzitutto vanno quindi in considerazione le caratteristiche peculiari di un luogo come il magazzino, nel quale i processi di lavoro devono sottostare a determinate dinamiche tecniche e di movimento. 

Nel magazzino persone, veicoli, merci, attrezzature vivono una costante attività, per la quale gli operatori devono essere specificamente formati allo scopo di minimizzare il rischio di incidenti. Per le aziende che hanno tra le attività di business anche la gestione diretta del magazzino, quindi, è fondamentale sviluppare percorsi di formazione e aggiornamento del personale, in linea con le normative e le procedure di sicurezza più recenti.

Una delle caratteristiche del lavoro in magazzino è la ripetitività delle operazioni. Una peculiarità che aumenta il rischio di esposizione degli operatori a dannosi cali di attenzione. La prevenzione diventa quindi fondamentale. Dal corretto e costante utilizzo dell’equipaggiamento e delle attrezzature di sicurezza, fino al rispetto rigoroso delle prescrizioni normative. 


Le nuove tecnologie possono aiutare a innalzare i livelli di sicurezza del magazzino

Le tecnologie digitali possono contribuire all’incremento della sicurezza nei processi di gestione del magazzino. Tuttavia la strada da percorrere è quella di soluzioni e applicativi di ultima generazione che si integrino con il lavoro umano, più che robot e macchine che NE sostituisCANO l’intervento umano. Il ricorso alle tecnologie intelligenti va sempre messo in relazione con il carico di informazioni, spesso molto gravoso, che gli operatori di magazzino devono gestire. Non è un caso che esista un diritto alla disconnessione, riconosciuto dal legislatore, per favorire il giusto riposo mentale. 

Anche l’utilizzo di dispositivi indossabili e monitor digitali può comportare per gli operatori un sovraccarico problematico in termini di ergonomia. Alla luce di queste potenziali criticità, il rapporto tra sicurezza sul lavoro e nuove tecnologie va esplorato attentamente rafforzando i percorsi di formazione e aggiornamento degli operatori. 

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Opportunità per le aziende, CONAI lancia il bando per gli imballaggi sostenibilivc_row][vc_column][vc_column_text]Prende il via la decima edizione del Bando CONAI per l’ecodesign degli imballaggi nell’economia circolare. Obiettivo dell’iniziativa quello di valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi e premiare le soluzioni di packaging più innovative ed ecosostenibili immesse sul mercato nel biennio 2021-2022.

A chi si rivolge l’iniziativa

Al Bando possono aderire le aziende che, nel biennio 2021-2022, hanno investito in attività di prevenzione rivolte alla sostenibilità ambientale dei propri imballaggi, agendo su almeno una delle seguenti leve: riutilizzo, facilitazione delle attività di riciclo, utilizzo di materie provenienti da riciclo, risparmio di materia prima, ottimizzazione della logistica, semplificazione del sistema di imballo e ottimizzazione dei processi produttivi.

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è il 28 aprile 2023 compilando il form online disponibile sul sito www.ecotoolconai.org – Area

 Bando. 

Al Bando potranno partecipare sia le evoluzioni di progetti di packaging, sia imballaggi nuovi per l’azienda che risultino avere, sulla base dei risultati dell’Eco Tool, un minore impatto ambientale rispetto agli imballaggi più frequentemente utilizzati per la medesima applicazione sul mercato italiano.Inoltre, lo strumento Eco Tool e l’analisi dei casi saranno sottoposti alla validazione da parte di un ente terzo di certificazione.

Il montepremi in palio per le imprese

Per l’edizione 2023 CONAI mette a disposizione un montepremi complessivo pari a 600.000 euro da suddividersi in:

  • 550.000 euro proporzionalmente al punteggio ottenuto tra tutti i casi ammessi;
  • 50.000 euro a giudizio del Comitato Tecnico Allargato ai casi che si saranno distinti per la spinta innovativa e progettuale nell’ambito dell’attivazione di una o più delle seguenti leve di ecodesign: riutilizzo, facilitazione attività di riciclo, utilizzo di materia prima seconda; e per i due casi virtuosi di imballaggi che promuovono nuove tecnologie e applicazioni significative dal punto di vista progettuale e dell’innovazione.

Nel 2022 CONAI ha premiato 243 casi su 383 presentati con un montepremi di 500.000 euro, di cui  50.000 euro in incentivi per innovazione circolare.

I 243 casi di innovazione dell’imballaggio hanno conseguito una effettiva riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi quantificabile nel contenimento del 29% delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, nella diminuzione dei consumi di energia del 22%, e nel risparmio di acqua dell’11%.


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[vc_row][vc_column][vc_column_text]I consumatori sono sempre più attenti alla sostenibilità e preferirebbero consegne meno rapide a fronte di un impegno maggiore delle aziende sui temi ambientali. E’ il sorprendente dato emerso dall’indagine sulla vendita al dettaglio e sulla sostenibilità elaborata da CGS.

Anche se il report è stato realizzato analizzando il mercato statunitense, la domanda di politiche sempre più green rappresenta un’istanza  molto sentita anche nelle dinamiche commerciali europee.

Dopo la pandemia, si torna a parlare di ambiente

La sostenibilità, secondo quanto si legge nel documento, è una sfida passata in secondo piano durante l’emergenza sanitaria iniziata nel 2020. Due anni dopo però lo scenario è profondamente cambiato: oggi i temi legati all’ambiente rappresentano il valore più importante per i consumatori. Chi fa acquisti, infatti, si aspetta che i brand di riferimento, incluse le aziende della logistica, sposino pratiche sostenibili. Quasi la metà degli intervistati (42%) risponde infatti di preferire l’applicazione di policy sostenibili rispetto a spedizioni express. Oggi, quindi, i consumatori sono disposti ad aspettare più a lungo i prodotti acquistati, ma in cambio vogliono vedere l’impegno concreto delle aziende nella lotta alle emissioni inquinanti

Negli ultimi tre anni, il rapporto, realizzato intervistando mille consumatori di età compresa tra 18 e 65 anni, ha mostrato un andamento altalenante per quanto riguarda l’importanza complessiva della sostenibilità nelle catene di fornitura al dettaglio. Nel 2022, però, l’interesse degli acquirenti verso la sostenibilità è tornato ai livelli pre-pandemia: il 79% degli intervistati ritiene che la sostenibilità sia da “piuttosto importante” a “molto importante”.

Inoltre, nonostante l’inflazione e lo scenario geopolitico, il 68% degli intervistati è favorevole a pagare di più per l’abbigliamento sostenibile e il 18% è disposto a pagare fino al 25% in più.

La richiesta dei consumatori: più attenzione ai cambiamenti climatici

I consumatori ritengono però anche che si possa fare ancora di più in tema di sostenibilità. Poco più di un terzo (34%) afferma che i marchi offrono sufficiente trasparenza nelle loro pratiche di sostenibilità. Alla domanda su quali impegni ambientali e sociali i marchi dovrebbero dare la massima priorità, il 32% degli intervistati cita pratiche di lavoro etiche.

Dai dati emerge inoltre una significativa differenza generazionale: la maggioranza della generazione Z (60%) e dei millennial (59%) sosterrebbe una legge nazionale/globale in grado di imporre pratiche sostenibili, mentre solo il 37% dei baby boomer è a favore di uno scenario più rigoroso. 

Tgroup Spa è l’azienda di logistica e spedizioni ogni giorno più green. Per noi la sostenibilità è un valore: utilizziamo mezzi elettrici per le consegne ultimo miglio e nei centri storici e promuoviamo, ogni giorno, un sistema di gestione dei processi efficiente, integrato e sostenibile. Contattaci e spedisci subito le tue merci con noi! [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Tservice Spa ancora una volta all’avanguardia sulle politiche a favore della sostenibilità e della tutela ambientale. L’azienda ha infatti recentemente sottoscritto gli impegni previsti dal Climate PledgeIl programma prevede un impegno concreto per le imprese e le organizzazioni a intraprendere un’azione collettiva in tema di cambiamento climatico, lavorando insieme per costruire un pianeta sano e sicuro per le generazioni future.

L’impegno delle aziende: emissioni zero 10 anni prima di Parigi

I firmatari si impegnano a raggiungere zero emissioni di carbonio entro il 2040, con 10 anni di anticipo rispetto agli obiettivi riportati nell’accordo di Parigi. Amazon, co-fondatrice del programma insieme con Global Optimism, è diventata la prima azienda a firmare il patto green.

Le imprese che sottoscrivono il Climate Pledge si impegnano concretamente a rispettare tre obiettivi:

  • Eliminare le emissioni di carbonio;
  • Ottenere compensazioni credibili;
  • Fornire report con regolarità. 

Oggi il Pledge vanta l’adesione di oltre 380 aziende di livello internazionale di cui 44 del settore trasporti e logistica. Tservice è una delle 9 aziende italiane ad aver sottoscritto l’accordo. 

Tservice in prima fila per l’obiettivo “emissioni zero”

Gli impegni di Tservice nella sfida della sostenibilità sono dettagliati in una lettera firmata dall’amministratore unico, Giuseppe Terracciano, e indirizzata a Jeff Bezos, fondatore e presidente di Amazon, e Christiana Figueres, founding partner di Global Optimism. 

“Siamo sensibili al tema delle emissioni zero e già nel 2020 abbiamo iniziato a includere veicoli elettrici e veicoli a GNL”, si legge nella nota, dove si ricorda che già nel 2020 l’azienda ha promosso la realizzazione del report di sostenibilità

“Tservice è anche molto attenta alla cura dei propri dipendenti, tanto da aver programmato un importante programma di welfare per tutto il team”. “Riteniamo – continua Terracciano – che il cambiamento climatico richieda un’azione urgente e universale. Tservice Spa è orgogliosa di aderire a The Climate Pledge”. 

In qualità di azienda firmataria del patto, Tservice si impegna a realizzare le seguenti azioni:

  • Misurare e segnalare regolarmente le emissioni di gas a effetto serra;
  • Attuare strategie di decarbonizzazione in linea con l’Accordo di Parigi attraverso un reale cambiamento di business e innovazione, inclusi miglioramenti dell’efficienza, energia rinnovabile, riduzione delle emissioni e dei materiali inquinanti;
  • Intraprendere azioni per neutralizzare eventuali emissioni rimanenti con ulteriori compensazioni socialmente vantaggiose

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Le aziende che sono alla ricerca di partner per i servizi di logistica e distribuzione puntano su alcune caratteristiche specifiche. Affidabilità, tempestività, efficacia del servizio ma non solo.

Quando un’impresa si mette alla ricerca del servizio di distribuzione più in linea con le proprie esigenze le valutazioni vengono realizzate in base a elementi diversi.  L’esplosione dell’e-commerce, i cui volumi sono stati notevolmente spinti dall’emergenza pandemica, ha reso fondamentale per molte aziende rivolgersi al mercato dei servizi di logistica e spedizioni. La conseguenza è la richiesta di standard professionali sempre più rigorosi e impeccabili. Oggi, grazie al boom dello shopping online, la puntualità del servizio di consegna influenza anche la reputazione dell’azienda stessa. 

Quindi quali sono i valori e le caratteristiche maggiormente tenute in considerazione dalle aziende nella ricerca dei vettori

Puntualità e affidabilità

La prima caratteristica non può che essere la puntualità del servizio di consegna. La logistica moderna è sottoposta a ritmi incalzanti e, durante la pandemia, l’intero comparto ha subito gli effetti di processi di lavoro in costante emergenza. “Just-in-time” è l’espressione chiave per definire le tempistiche richieste ai servizi di distribuzione più competitivi. La consegna in orario, nonostante ritmi sempre più sostenuti, diventa quindi l’elemento fondamentale per sviluppare una partnership virtuosa con le aziende. Tuttavia molte variabili possono incidere sulla precisione delle consegne al minuto. Basti pensare al trasporto su gomma. Nonostante oggi sia molto più agevole ottimizzare i percorsi, anche grazie alle nuove tecnologie, traffico, incidenti, ritardi causati dai clienti o dal traffico portuale rappresentano comunque elementi imprevedibili che possono determinare ritardi e criticità. 

Per ovviare a eventuali problematiche, le aziende che cercano vettori partner puntano a realtà con esperienza pregressa e già testate dal mercato. L’obiettivo è quello di affidare le proprie consegne ad aziende che sanno come pianificare al meglio i viaggi, anche in base all’esperienza concreta sul campo.  Un’altra discriminante è il rapporto del vettore con le nuove tecnologie in grado di rendere il servizio più competitivo. In particolare, è fondamentale la presenza del GPS per monitorare il viaggio in tempo reale e permettere quindi all’azienda di conoscere ogni variazione delle tempistiche. 

Sicurezza al top con i partner giusti

Un altro fronte di valutazione è quello, molto ampio, relativo alla sicurezza. Il primo aspetto naturalmente è il rispetto delle norme di sicurezza per le persone. Per i clienti, anche quando si tratta di altre aziende, una delle caratteristiche fondamentali di un buon servizio deve essere quella di far combaciare qualità ed etica. In questo senso, la professionalità del partner per le consegne viene valutata anche in base alla capacità del vettore di garantire condizioni ottimali di svolgimento del lavoro, in termini di salute e sicurezza.  In secondo luogo, deve essere garantita in maniera affidabile la sicurezza del carico. Prodotti finiti, materie prime, sia trasportati su pallet che sfusi, devono essere trasportati e consegnati in piena sicurezza e con i mezzi più adeguati, nel rispetto del valore della merce. Un dettaglio importante nella scelta del vettore è quindi anche quello del parco veicolare, che deve essere moderno e affidabile. I veicoli datati, infatti, possono mettere a rischio la sicurezza di chi guida e delle merci trasportate. Inoltre, se il mezzo di trasporto non rispetta le normative europee in termini di emissioni, in particolare per quanto concerne il trasporto internazionale, potrebbe non essere nemmeno in grado di superare il confine.

Con Tgroup Spa il cliente è al riparo da preoccupazioni. La nostra azienda garantisce la piena corresponsabilità nella gestione delle merci. Tgroup Spa fornisce un servizio sicuro che risponde all’esigenza di offrire garanzia e affidabilità in tutti i processi di trasporto e consegna. 

 

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Un sistema economico sempre più orientato alla transizione ecologica, nell’ottica di creare sviluppo e valore limitando l’impatto ambientale: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il decreto che stanzia 10 milioni di euro di incentivi per l’acquisto di veicoli ecologiciLe somme destinate all’acquisto di mezzi ad elevata sostenibilità ecologica ad alimentazione alternativa, nel secondo periodo di incentivazione che prende il via il prossimo 15 marzo, sono pari a 10 milioni di euro. Gli incentivi sono stabiliti dal D.M. 18 novembre 2021 n. 461, nel quadro di un processo di rinnovo e di adeguamento tecnologico del parco veicolare delle imprese di autotrasporto.

Tra il 15 marzo e il 28 aprile richieste per gli incentivi

La disposizione normativa prevede uno stanziamento di 50 milioni di euro ripartiti lungo l’arco temporale 2021-2026: in questo secondo periodo di incentivazione (il primo si è chiuso il 16 agosto 2022) le somme accantonate sono pari  a 10 milioni. 

Sì a nuove colonnine per la ricarica, i decreti del Mise

La misura ben si integra con quanto approvato a fine gennaio dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il dicastero ha dato il via libera ai decreti per la realizzazione di oltre 21 mila stazioni di ricarica per veicoli elettrici operative entro i prossimi tre anni sulle superstrade e nei centri urbani. I fondi a disposizione, 713 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Missione 2, Componente 2, Investimento 4.3) sono accessibili tramite gare per l’installazione entro fine 2025 di almeno 7.500 infrastrutture di ricarica super-rapida sulle strade extraurbane, escluse le autostrade, e 13.755 infrastrutture di ricarica veloci nelle città. “C’era grande attesa per questi provvedimenti – spiega il ministro Gilberto Pichetto Fratin  – che potranno consentire all’Italia di imprimere una marcia accelerata agli obiettivi di decarbonizzazione dei trasporti, dal cui raggiungimento dipende anche la qualità dell’aria e della vita nei nostri territori”. 

Le infrastrutture di ricarica sono finalizzate alla riqualificazione dell’attuale rete di distribuzione carburanti adeguandoli alla futura mobilità sostenibile.  Nel primo anno è prevista l’aggiudicazione dei contratti per la realizzazione di 2.500 postazioni di ricarica sulle superstrade, e di 4.000 colonnine nelle aree urbane italiane. Alla fine del 2025 dovranno essere complessivamente installati in Italia 21.255 punti di ricarica

Dal Pnrr la linea di finanziamento degli interventi

L’investimento del Pnrr è destinato a finanziare fino al 40% dei costi di realizzazione delle stazioni di ricarica, che dovranno essere distribuite secondo una base uniforme, dunque con un livello minimo di infrastrutture di ricarica per area, privilegiando l’utilizzo di stazioni di servizio e aree di sosta esistenti. Sulle superstrade sono previste infrastrutture super veloci ( da 175kW), per garantire ricariche in tempi brevi per itinerari di lunga percorrenza, privilegiando l’installazione presso stazioni di servizio esistenti e aree di parcheggio esistenti. Il decreto riguardante le colonnine nei centri urbani (da almeno 90kW), tiene invece conto nella definizione dei criteri dell’attuale parco circolante, della disponibilità di rimesse, parcheggi, box auto privati, della qualità dell’aria, dell’attuale penetrazione di auto elettriche, della vocazione turistica dei comuni.

Tgroup punta da tempo su politiche aziendali orientate alla green vision. Oltre ad avere una flotta composta per l’80% da veicoli Euro 5/6 e a ricorrere all’ intermodalità, Tgroup ha integrato la flotta con mezzi elettrici a basso impatto ambientale. Contattaci per scoprire i nostri servizi![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]L’azienda porterà all’attenzione di imprese e stakeholder il nuovo servizio “The New Way to Italy”

 

Tgroup  sarà presente alla nuova edizione di Transport Logistic, in programma a Monaco di Baviera, dal 9 al 12 maggio 2023. 

 

Transport Logistic è la fiera più importante del settore della logistica . Si svolge ogni due anni, chiamando a raccolta i più importanti player internazionali in settori come logistica, mobilità, IT e gestione della supply chain.

 

Tgroup , presente alla rassegna con uno stand dedicato ai trasporti Made in Italy , a Monaco porterà all’attenzione degli stakeholder e di un pubblico qualificato il nuovo  progetto “The New Way To Italy”, una linea di servizi di logistica, trasporto e distribuzione, accuratamente progettati per il mercato internazionale.

 

Grazie alle 43 piattaforme logistiche, dislocate su tutto il territorio nazionale, e con il supporto tecnologico di un innovativo sistema di ottimizzazione e controllo dei consumi e delle rotte, Tgroup è in grado di migliorare i processi di distribuzione in Italia e in Europa, rendendo le consegne dei prodotti ancora più veloci, sicure e sostenibili.

“Siamo particolarmente orgogliosi di poter presentare il nostro nuovo servizio in un contesto altamente qualificato. ‘The New Way to Italy’ mira a rendere la distribuzione ancora più capillare, efficace e sostenibile, sia in Italia che a livello europeo. Transport Logistic è una rassegna di punta del comparto logistico e ci consentirà di entrare in contatto con aziende e potenziali partner di alto profilo, nell’ottica di rendere Tgroup sempre più competitiva e innovativa”. Così commenta Giuseppe Terracciano, presidente Tgroup Spa.  [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il futuro del traffico merci è caratterizzato dalla necessità di sinergie sempre più forti tra sostenibilità, digitalizzazione e integrazione. Affrontare le criticità del sistema di trasporto merci è cruciale sia sotto il profilo economico che ambientale. Basti pensare che  in Italia, il traffico merci raggiunge 90 miliardi di veicoli/km, equivalenti a oltre 580 miliardi di tonnellate/km (dati 2019). A fare la parte del leone è il trasporto su strada (88% del totale, contro il 9% del cabotaggio marittimo e il 3% del trasporto ferroviario).

Vediamo quali risorse possono essere sfruttate in maniera ancora più strategica per diminuire l’impatto ambientale del trasporto merci ed efficientare il sistema. 

Intermodalità, la strategia giusta per un sistema più organizzato

Coprire un lungo percorso con il passaggio da un mezzo di trasporto a un altro può essere una soluzione efficiente e a minore impatto per molte imprese. In molti casi però il traffico merci viene gestito attraverso spostamenti su distanze che è difficile coprire esclusivamente con percorsi di intermodalità. E’ possibile tuttavia sviluppare strategie e risorse specifiche per consolidare i progetti di intermodalità, rendendoli sempre più efficienti e convenienti. La capillarità della distribuzione delle realtà produttive lungo la rete stradale, infatti, rende il trasporto intermodale una soluzione vantaggiosa per le aziende.


Logistica urbana, le nuove sfide per il traffico merci

L’ecommerce, durante e dopo l’emergenza sanitaria, è diventato un fenomeno in costante crescita. Per la logistica urbana questo significa rispondere a nuove sfide. In particolare per quanto concerne le attività di distribuzione, sempre più sotto pressione e sempre più capillari. Oggi i mezzi commerciali rappresentano il 15% del traffico urbano. Di questi, il 60% è rappresentato da veicoli fino a 35 quintali. L’aumento dei volumi di commercio elettronico pone quindi la necessità di ripensare spazi, impatto ed efficienza della distribuzione delle merci in ambito urbano

Un sistema sempre più integrato

La logistica deve quindi ripensare il suo ruolo, in linea con gli impegni globali sulla sostenibilità e le politiche a favore della transizione ecologica. Questo si traduce in una visione in grado di integrare in maniera strategica interporti, porti, aeroporti, incrementare la competitività, sviluppare sinergie tra i diversi sistemi di trasporto. Anche dal punto di vista burocratico va fatto uno scatto a favore della digitalizzazione e della semplificazione, per rendere la gestione più efficiente, dinamica e moderna. 

Un’agenda green per rafforzare la sostenibilità del settore logistico

Promuovere un approccio sostenibile, integrato, ecologico. E’ questa la strada che attende il futuro del settore logistico da sostenere attraverso politiche innovative, digitalizzate, green. Le soluzioni sono già in campo: dai veicoli elettrici all’intermodalità, dall’automazione alle strategie di riduzione dell’impatto ambientale.  Solo in questo modo sarà possibile garantire un sistema di trasporto merci efficiente, competitivo e rispettoso dell’ambiente.

Tgroup Spa non è solo mezzi in movimento per la distribuzione delle merci, ma soprattutto infrastrutture, uomini e strategia per far arrivare il prodotto giusto nel luogo giusto, al tempo giusto. Scopri tutti i nostri servizi!

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CANDIDATURA SPONTANEA