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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Cambiamenti, evoluzioni e nuove sfide. Il 2021 del settore logistica e trasporti è stato ricco di cambiamenti. Il rapporto annuale sullo stato dell’outsourcing logistico (contract logistics) in Italia, realizzato dall’Osservatorio Contract Logistics Gino Marchet, fa il punto sugli scenari degli 12 mesi.

Nel 2021, secondo quanto si legge nello studio, è stato registrato un aumento del 3,5% del fatturato nel 2021 rispetto all’anno precedente. Un incremento che ha favorito una crescita complessiva del settore, arrivato a generare un valore pari a 86 miliardi di euro. Un dato che porta l’outsourcing logistico ai livelli del 2019, prima della pandemia, quando il fatturato registrato era stato pari a 87 miliardi di euro.

A trainare la crescita è lo sviluppo delle tecnologie digitali: in aumento le tendenze legate a servizi e funzionalità 4.0, alla logistica sostenibile e ai servizi logistici avanzati di nuova generazione. Il 10% del fatturato complessivo dell’outsourcing infatti arriva proprio dalla logistica innovativa.

Il commercio elettronico, in costante crescita anche a causa della pandemia, vale da solo oltre il 20% del fatturato di circa il 60% dei fornitori di servizi logistici.

L’aumento di fatturato è stato favorevolmente condizionato anche da altri elementi, tra i quali il ruolo trainante delle aziende di spedizioni, che hanno contribuito ad un aumento di oltre un miliardo di euro[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il 2021 è stato un anno decisivo per le sfide lanciate al settore della logistica e dei trasporti. Molti i temi lasciati sul campo che, nei prossimi mesi, chiariranno dove sta andando il comparto e quali tendenze caratterizzeranno il 2022.

Il caro energia, la transizione ecologica, le sfide della rivoluzione tecnologica digitale, insieme con il boom dello shopping online, hanno caratterizzato gli ultimi dodici mesi, in uno scenario ancora fortemente caratterizzato dall’emergenza sanitaria per la diffusione del Covid-19. 

Una nuova era per il comparto che, da un lato, ha confermato la propria centralità ed essenzialità ma, dall’altro, ha visto anche le aziende del settore coinvolte nei diversi choc vissuti dal sistema economico e produttivo a causa della pandemia.

Inoltre non vanno trascurati altri elementi: il 2021 è stato connotato anche dall’aumento dei costi di energia, carburante e canoni di locazione ed è entrato in vigore un nuovo CCNL della logistica caratterizzato, tra l’altro, da un +5% sulla retribuzione al netto dell’anzianità e dell’assistenza sanitari, per i prossimi 3 anni. 

Nei mesi a venire, quindi, presumibilmente si vedrà confermata la necessità di rendere sempre più stabile e affidabile il processo di transizione verso una logistica digitale, integrata, sostenibile e green

Cosa significa questo per le aziende che lavorano nel settore logistica e spedizioni?

Per continuare a crescere e competere, anche in contesti turbolenti come quello post pandemico, è necessario puntare a progetti e investimenti in grado di integrare sostenibilità e digitalizzazione. Gli strumenti non mancano: dai nuovi materiali green per gli imballaggi secondari fino alla sistematizzazione dei principi dell’economia circolare applicati alla logistica e ai processi di spedizione. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il 5G è sempre più centrale nello sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate applicate all’industria. Anche il settore dei trasporti e della logistica può cogliere questa importante opportunità, per compiere un ulteriore salto di qualità.

Ma in che modo il 5G può rivoluzionare il comparto e spingere le aziende del settore a diventare sempre più competitive?

Le nuove reti 5G sono caratterizzate dall’utilizzo di frequenze radio più elevate rispetto al 4G. Un’innovazione in grado di generare diversi vantaggi, in particolare in termini di velocità.

La necessità della logistica di evolvere verso sistemi e processi più intelligenti, digitali e sostenibili richiede molta più flessibilità nella gestione della supply chain, sempre più legata alle tendenze di mercato, ai cambi improvvisi della domanda e a eventi eccezionali, per esempio la pandemia o anche il conflitto tra Russia e Ucraina. 

La logistica deve quindi adottare un nuovo paradigma e integrare in maniera sempre più strategica le potenzialità tecnologiche dell’industria 4.0. In questo scenario, il 5G può contribuire a rendere i processi più efficaci in diversi modi:

  • Tracciabilità totale e completa del passaggio di merci lungo la supply chain attraverso l’utilizzo di sensori e di tecnologie RFID e NFC;
  • Automatizzazione rafforzata dei siti produttivi e soprattutto dei centri di distribuzione, anche con l’integrazione di sistemi di videosorveglianza;
  • Interazione tra il sistema logistico e gli strumenti più avanzati di gestione aziendale, in particolare il sistema ERP. 

Il futuro è vicino ed è disegnato proprio dalle potenzialità del 5G.  L’obiettivo è quello di realizzare uno scenario nel quale, grazie alla potente connettività 5G, in grado di generare performance di alta qualità, anche i sistemi logistici più complessi riescono a connettersi in maniera efficace e sostenibile. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Sono numerose le conseguenze che, in un breve lasso di tempo, la guerra tra Russia e Ucraina sta generando nel settore della logistica e dei trasporti

Uno scenario in costante e drammatica evoluzione che rischia di condizionare pesantemente un comparto essenziale del nostro sistema economico, già messo a dura prova da due anni di pandemia.

Ecco alcuni degli aspetti critici che le imprese della logistica dovranno affrontare in questa delicata fase. 

BLOCCO DELL’EXPORT E STALLO NEI TRASPORTI

Le sanzioni adottate contro la Russia stanno determinando criticità logistiche e commerciali. I legami economici con Mosca sono pesantemente condizionati: basti pensare che l’export italiano verso la Russia vale 7,7 miliardi di euro e riguarda settori vitali del made in Italy, tra i quali la moda, la meccanica e la produzione di mobili. Molte aziende di spedizioni e logistica hanno deciso di bloccare i trasporti verso la Russia e le zone di guerra. Anche i grandi player del trasporto marittimo hanno deciso di interrompere le spedizioni di container da e verso la Russia. 

AUMENTA IL PREZZO DEI CARBURANTI

Oltre al blocco delle importazioni e delle esportazioni, a condizionare il settore dei trasporti è l’aumento del costo del carburante. Confartigianato Trasporti ha chiesto interventi urgenti al governo, anche alla luce del fatto che, negli ultimi dodici mesi, il prezzo alla pompa del gasolio per autotrazione è rincarato del 20,7%, con un impatto di maggiori costi pari a 535 milioni di euro per le micro e piccole imprese dell’autotrasporto merci.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]In arrivo una prima tranche di nuovi trattori per Tgroup Spa. Sono 40 i nuovi veicoli che saranno a breve su strada, grazie alla partnership sempre più strategica e orientata a garantire ai clienti un servizio di qualità, con realtà di eccellenza come Lr Truck e Renault Trucks Italia.

I primi 10 trattori sono stati consegnati simbolicamente alla terza generazione della famiglia Terracciano, alla presenza di Carmine Terracciano, nipote del fondatore di Tgroup Spa. 

Si tratta di trattori T HIGH T4x2 E6 che contribuiranno a modernizzare il parco veicoli di Tgroup, per un servizio sempre più innovativo, efficace e puntuale. 

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Tgroup, da sempre attenta alla sostenibilità e alla sicurezza, ha promosso recentemente un corso destinato ai propri autisti, presso la sede di Nola (Napoli). 

Il corso è stato incentrato sull’utilizzo di un simulatore per gli autisti allo scopo di verificarne lo stile di guida ed apportare eventuali correzioni

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di consolidare i processi e le azioni finalizzate a garantire livelli di guida improntati sempre a sicurezza e sostenibilità.

“Abbiamo la massima attenzione in merito alla professionalità del nostro team di autisti e puntiamo sempre a correzioni ed aggiornamenti necessari a mantenere alta la qualità del servizio. Grazie a questo impegno, Tgroup è in grado di garantire un servizio sicuro e puntuale”, commenta Giuseppe Terracciano, presidente Tgroup. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il settore dell’autotrasporto è toccato da una serie di interventi previsti dal Decreto legge n. 17/2022, che introduce misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali.

Il governo ha stabilito che, in considerazione degli effetti economici derivanti dall’eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici e al fine di sostenere il settore, è necessario attivare un pacchetto di misure ad hoc

Tra le azioni previste dal Decreto: 

  • il rifinanziamento, con 5 milioni di euro, della deduzione forfettaria delle spese non documentate, per i trasporti eseguiti personalmente dall’imprenditore (art. 1, comma 106, legge 266/2005);
  • il riconoscimento di un credito d’imposta del 15% del costo di acquisto, al netto dell’Iva, del componente AdBlue (per ridurre le emissioni degli ossidi di azoto dai gas di scarico) destinato alle imprese con attività logistica e di trasporto delle merci in conto terzi con mezzi di trasporto di ultima generazione Euro VI/D a bassissime emissioni inquinanti. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile dell’IRAP. E’ cumulabile con altre agevolazioni per i medesimi costi, a condizione che non venga superato il costo sostenuto;
  • il riconoscimento di un credito d’imposta, destinato alle imprese esercenti attività logistica e di trasporto delle merci in conto terzi con mezzi di trasporto a elevata sostenibilità ad alimentazione alternativa a metano liquefatto, pari al 20% delle spese sostenute, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, per l’acquisto di gas naturale liquefatto utilizzato per la trazione dei predetti mezzi. Anch’esso, come il precedente, è utilizzabile esclusivamente in compensazione, non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile dell’IRAP. E’ cumulabile con altre agevolazioni per i medesimi costi, a condizione che non venga superato il costo sostenuto.

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Dal Pnrr arrivano 31,4 miliardi di euro per la transizione ecologica dei settori dello shipping e della logistica. Fondi da investire soprattutto nella riduzione delle emissioni, nel riciclo, nella digitalizzazione, nell’ammodernamento dei porti e nello sviluppo delle infrastrutture intermodali

Ad evidenziarlo è un rapporto curato da Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, sulle “nuove sfide dello shipping e i fenomeni che stanno portando al cambiamento” recentemente presentato in occasione di un evento Confitarma Giovani. 

Marittimo e intermodalità centrali 

Se il settore marittimo sta evolvendo verso modelli sempre più verdi e puliti, una vera e propria transizione ecologica richiede investimenti sempre più massicci nei sistemi intermodali, cioè quelli che combinano due o più mezzi di trasporto. Nel 2021 – si legge nel rapporto – sono cresciute dal 17 al 23% le imprese che scelgono un mix strada/ferro per trasportare la merce dall’azienda verso il porto e viceversa. I porti che hanno registrato le migliori performance nel 2021 sono Trieste, La Spezia e Ravenna.

La sostenibilità viaggia veloce con l’innovazione

Altri due elementi fondamentali per accelerare la realizzazione di modelli aziendali più puliti e a basso impatto ambientale sono la sostenibilità e la digitalizzazione. Il 35% delle aziende manifatturiere include la sostenibilità logistica nella propria governance interna, considerando il riciclo dei materiali e la riduzione delle emissioni tra le proprie priorità. Cresce anche la percentuale delle aziende esportatrici (62%) che utilizza piattaforme digitali per la gestione della logistica, anche se solo il 24% se ne serve con regolarità. 

Obiettivo porti “green”

Un altro importante tassello per la promozione di politiche concretamente green sono i porti. Il Pnrr stanzia per l’obiettivo del cosiddetto “green port”, cioè la riduzione dell’impatto ambientale delle attività portuali, investimenti pari a 270 milioni di euro.

Zone economiche speciali per il rilancio del Sud

Infine, per realizzare pienamente gli obiettivi di sostenibilità del comparto logistico, è necessario mettere a regime le zone economiche speciali (Zes), per le quali il Pnrr stabilisce 630 milioni di investimenti di euro. Il Piano prevede 8 Zes in tutta Italia, concentrate tra le regioni del Mezzogiorno, con l’obiettivo di attrarre investimenti locali e internazionali, efficientare le risorse pubbliche, rafforzare la strategia tra industria e logistica e favorire il reshoring e lo sviluppo dell’ultimo miglio delle attività industriali.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

CANDIDATURA SPONTANEA