LAVORA CON NOI

[vc_row][vc_column][vc_column_text]COMUNICATO STAMPA DEL 10 MAGGIO 2021

TGROUP ADOTTERÀ UN REPORT DI SOSTENIBILITÀ. G.TERRACCIANO: “IMPEGNO SUL TEMA, AL CENTRO DELLA NOSTRA AZIONE”

Tgroup adotterà un report di sostenibilità. La decisione è stata presa nel corso della seduta del Consiglio di amministrazione del 30 aprile 2021.

La sostenibilità, e la sua capacità di generare valore, equità e coesione, rappresenta uno dei pilastri dell’azione  e della mission di Tgroup. Per questi motivi, il Cda ha deliberato all’unanimità di procedere alla misurazione non solo delle performance economiche, finanziarie e patrimoniali, ma anche di quelle legate agli intangibili, direttamente correlati al territorio, al benessere dei collaboratori e agli stakeholder più in generale.

Tgroup ha quindi affidato a Ciro Armigero, esperto in corporate social responsability, l’incarico di rendicontare per ogni esercizio la misurazione dell’impatto del business di Tgroup sugli stakeholder e sull’ambiente.

Il percorso intrapreso dall’azienda punta all’adozione volontaria della prima dichiarazione non finanziaria da parte di Tgroup

“Nel 2020 ci siamo trovati a dover far fronte alle sfide dell’emergenza sanitaria – spiega Giuseppe Terracciano – presidente di Tgroup – . Non ci siamo mai fermati, per garantire servizi essenziali e la nostra azienda ha potuto proseguire un importante percorso di crescita. Questo ci ha consentito di valorizzare ancora più profondamente il nostro impegno sui temi della sostenibilità: dall’ampliamento del parco veicoli elettrici al supporto fattivo a iniziative di contrasto al cambiamento climatico. Puntiamo a un modello di business sempre più sostenibile e il report di sostenibilità rappresenta in questo processo la certificazione dei risultati che stiamo conseguendo”.  [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il commercio elettronico ha un impatto positivo sulla riduzione dell’impronta di carbonio sull’ambiente. Nel 75% dei casi, infatti, il ricorso all’ecommerce ha rappresentato una scelta più sostenibile. E’ quanto emerge da uno studio realizzato dal Real Estate Innovation Lab del Mit. Lo shopping online ha quindi un effetto virtuoso sull’ambiente, con una serie di conseguenze benefiche su tutto il comparto. 

Gli scenari futuri, infatti, evidenziano prospettive positive: la possibilità di un aumento  dell’80% della consegna di pacchi nei prossimi dieci anni, unitamente alle innovazioni che il settore logistica e spedizioni saprà attivare (pianificazione digitalizzata, imballaggi green, veicoli elettrici, intelligenza artificiale etc.), favorirà operazioni ancora più ecocompatibili e rispettose dell’ambiente. Secondo i dati Eurostat, l’aumento dei volumi annuali dell’e-commerce, riferiti al periodo  compreso tra novembre 2019 e lo stesso mese del 2020, è pari al 34%. In Italia, il tasso di crescita è stato del 43%.

Lo studio del Mit mette evidenzia come le emissioni di carbonio generate dallo shopping online siano inferiori in media del 36% a quelle prodotte dagli acquisti effettuati in negozio. In questo processo, un ruolo importante è svolto dal sistema delle consegne. La direzione è quella dello sviluppo di  servizi di delivery in grado di attuare un percorso “circolare”, improntato alla riduzione delle emissioni inquinanti. Il trasporto, infatti, impatta di quasi il 90% in termini di inquinamento nel processo complessivo legato al commercio elettronico. Tuttavia, il trasporto gioca anche un ruolo decisivo: nel caso delle consegne dirette a domicilio, per esempio, un furgone di dimensioni standard può sostituire più di 100 spostamenti in auto di singoli acquirenti.  

Anche la pianificazione efficiente dei centri di distribuzione urbani può supportare i processi di sostenibilità. Le reti di logistica integrata, in grado di consegnare gli ordini da magazzini localizzati vicino ai consumatori, possono contribuire a un risparmio di circa il 50% di emissioni di gas serra prodotte dal trasporto e ridurre in media del 10% l’impronta di carbonio complessiva per pacco. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]I processi aziendali stanno subendo una notevole evoluzione grazie all’avvento dell’intelligenza artificiale, nota anche come AI (artificial intelligence). Sono sempre più numerose, infatti, le realtà aziendali che stanno applicando nei vari settori di business i vantaggi e le nuove soluzioni offerte dall’AI. 

Investimenti, formazione, sviluppo di nuovi approcci gestionali: tutti questi elementi vanno nella direzione di un nuovo percorso, per anticipare e battere i competitor. 

L’intelligenza artificiale è, secondo la definizione sviluppata dal Politecnico di Milano, “il ramo della computer science che analizza lo sviluppo di sistemi software e hardware che sono dotati di capacità caratteristiche dell’essere umano e che sono in grado, in modo autonomo, di perseguire un fine basato su decisioni che, fino ad ora, sono state prerogativa degli esseri umani”.

Ma in che modo l’AI può supportare i processi di sviluppo della logistica e contribuire a un ulteriore salto di qualità del comparto?

Sono già diversi i campi di applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore: basti pensare all’ottimizzazione della supply chain o al ruolo fondamentale che riveste nella gestione della catena di approvvigionamento e in quella distribuzione. In questi campi, infatti, l’AI contribuisce a fornire dati ed analisi avanzate e integrate, supportando al contempo anche il monitoraggio di tutta le rete degli stakeholder coinvolti.  

L’integrazione e la connessione tra diversi reparti è in particolare uno degli elementi più strategici nell’applicazione dell’AI. Far comunicazione, in modo automatizzato e con la massima semplicità, settori come gli acquisti, il magazzino, il commerciale consente alle aziende una panoramica talmente esaustiva da metterle in condizione di prevenire ogni criticità. In questo caso, infatti, è possibile sapere  in anticipo quali azioni intraprendere, non solo dal punto di vista operativo e gestionale, ma anche sotto il profilo strategico in termini di sconti, promozioni e campagne di marketing e comunicazione. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il Covid-19 ha inciso in maniera potente sul mutamento delle abitudini e dei comportamenti degli italiani. Tra questi cambiamenti un ruolo da protagonista spetta allo shopping online che, durante la pandemia, ha avuto un incremento notevole. A dirlo è l’Istat che evidenzia come siano diventati abituali compratori online anche persone che, fino all’emergenza sanitaria, non si erano mai servite dell’ecommerce. 

Nello studio realizzato dall’Istat e focalizzato sull’impatto dei cambiamenti legati al commercio, emerge come a gennaio 2021 l’e-commerce ha fatto registrare un +38%, unico segmento di vendita a far segnare un risultato positivo.

In particolare a calare sono stati i beni non alimentari che hanno fatto segnare un calo pari allo 5,8% in termini di valore e -7,2% in termini di volume.

In termini di tendenze, rispetto alle vendite al di fuori dei negozi, delle piccole botteghe, o della grande distribuzione (tutte in perdita), solo il commercio elettronico fa segnare un dato in crescita.

In base a questi dati, sono sempre di più le imprese del commercio che avviano un’attività di vendita online. Un elemento di novità che si traduce in una nuova stagione di potenzialità e opportunità per le imprese del settore logistica e trasporti, le cui attività sono collegate anche alla gestione di magazzini e spedizioni.

Quello che stiamo vivendo è, quindi, per il settore della logistica uno scenario in evoluzione positiva. La crescita del commercio online sarà in grado di generare progressivamente più innovazione, tecnologia e digitalizzazione per l’intero comparto. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr), recentemente adottato dal governo Draghi per gestire la notevole mole di fondi in arrivo dall’Unione europea, garantisce un ruolo da protagonista al settore dei trasporti e della logistica nelle azioni di rilancio post pandemia. In particolare a tutti gli ambiti collegati all’intermodalità e alla logistica integrata. 

In questo caso, accanto agli stanziamenti attivati grazie al Pnrr, a supportare ulteriormente il rilancio del comparto arriveranno anche i soldi del Fondo complementare. Investimenti caratterizzati dall’importante vantaggio di non avere nessun obbligo di rendicontazione agli uffici Ue e di poter beneficiare di scadenze prolungate, fino al 2026. 

Sono ben 31,46 i miliardi previsti per la realizzazione di infrastrutture strategiche come porti, strade e ferrovie. A fare la parte del leone sono l’alta velocità e gli interventi di manutenzione stradale, con 27,97 miliardi. A intermodalità e logistica integrata va invece una fetta di investimenti pari a 3,49 miliardi di euro (di cui 2,86 miliardi a valere sul Fondo complementare).

Il Pnrr si concentra in particolare su tre obiettivi, ai quali sono destinate le risorse in arrivo dall’Ue. Il primo asse è quello della digitalizzazione finalizzata alla creazione di un sistema in grado di favorire lo sviluppo del trasporto merci e della logistica tanto in ambito pubblico quanto nel privato. Inseriti poi nella strategia anche interventi per incentivare la sostenibilità ambientale dei porti e l’innovazione digitale dei sistemi aeroportuali, e per migliorare il sequenziamento degli aerei, sia in rotta che nell’avvicinamento agli aeroporti, ottimizzando e riducendo il consumo di carburante.

Dal Fondo complementare arrivano poi altri 2,88 miliardi per ulteriori investimenti: efficienza energetica, ultimo miglio ferroviario/stradale e per il sistema portuale nel complesso, dell’accessibilità marittima alla resilienza delle infrastrutture. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Le professioni e le competenze legate al settore dei trasporti e della logistica saranno protagoniste di una tendenza in costante crescita almeno fino al 2030. 

Il dato emerge da un rapporto sui trend occupazionali nel comparto logistico, realizzato da ManpowerGroup, multinazionale esperta in innovative workforce solutions, in sinergia con EY e Pearson.

Il report, realizzato con il supporto di tecnologie di intelligenza artificiale, punta allo sviluppo di un modello predittivo inerente la domanda di professionisti collegati al settore logistico in Italia nei prossimi 10 anni. 

Numeri in crescita quindi per i talenti e le competenze avanzate del settore. Ecco spiegato il perché. 

 L’incremento della presenza online di tante aziende, come conseguenza diretta della pandemia e dell’aumento dei volumi dello shopping elettronico, ha contribuito a mettere in discussione il predominio dei canali tradizionali di vendita. Le spedizioni legate agli acquisti online sono infatti aumentate del 103% durante il lockdown e del 68,5% nel post lockdown, a conferma di una tendenza che non conosce battute d’arresto. 

Questo processo ha contribuito a rimettere la logistica al centro delle strategie di sviluppo aziendale, portando alla necessità di individuare soluzioni e strumenti innovativi per far fronte alle richieste del mercato. 

Ma quali saranno le figure professionali più ricercate? In base a quanto evidenziato nello studio, le richieste per i team leader, responsabili del magazzino, subiranno un’impennata  del +3%. In aumento anche gli autisti con patenti (+2,6%), gli spedizionieri (+2%), gli addetti alla logistica e al magazzino (+1,5%).

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nei prossimi 5 anni i droni saranno i protagonisti assoluti del settore della nuova logistica. Un comparto in costante evoluzione, i cui processi di sviluppo e mutamento sono stati ulteriormente accelerati dalla pandemia. 

In questo scenario, la tecnologia dei droni applicata alle consegne sarà in grado di incrementare i volumi di business e influenzare le dinamiche del settore.

A sottolinearlo è un’indagine del Politecnico di Milano: in Italia il mercato professionale dei droni ha registrato 73 milioni di euro di fatturato nel 2020, con una riduzione del 38% rispetto al 2019. Un dato influenzato dall’emergenza sanitaria. L’80% delle imprese collegate in qualche modo al business dei droni, però, ritiene che i prossimi 3 anni saranno all’insegna della crescita. 

I casi di applicazione dei droni alla logistica non mancano: recentemente in Cina è stato avviato un progetto sperimentale per risolvere i problemi delle consegne dell’ultimo miglio con l’ausilio dei velivoli radiocomandati, attraverso un processo completamente automatizzato e digitalizzato. I droni possono consegnare merci il cui peso può arrivare fino a 5 chilogrammi.

In base a un report di World Capital, il 31% degli operatori del settore della logistica rivela un interesse all’introduzione di soluzioni supportare dai droni, entro i prossimi tre anni, in aree che vanno dalla sicurezza al magazzino

La pandemia ha contribuito ad accelerare l’evoluzione in chiave tecnologica del settore logistica e spedizioni, mettendo in luce le potenzialità dei droni in attività peculiari come la consegna di materiale medico. 

A oggi, a livello internazionale sono circa 60 i progetti nati come risposta all’emergenza sanitaria, censiti dall’Osservatorio del Politecnico di Milano. Sul totale, il 70% è nato su iniziativa di governi e amministrazioni locali.  

In prospettiva futura, le potenzialità dei droni nel settore logistica e spedizioni sono tutte da esplorare. Non solo in chiave di automatizzazione dei processi, ma anche per trovare soluzioni efficaci al problema dell’ultimo miglio. Inoltre, i droni possono contribuire a facilitare l’arrivo delle merci nei piccoli contesti poco urbanizzati, come per esempio le aree rurali. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Pandemia, crisi economica, evoluzione tecnologica. Sono tutti fattori che stanno modificando notevolmente le dinamiche di sviluppo del settore logistica e spedizioni.

I modelli di business devono di conseguenza adeguarsi: basti pensare all’aumento esponenziale dei canali di vendita online a scapito di quelli tradizionali. Nel periodo del lockdown, le spedizioni legate agli acquisti online sono aumentate del +103%, attestandosi nel periodo successivo al +68,5%. 

Un’evoluzione in apparenza lineare, che però sta generando una sorta di rivoluzione per quanto concerne gli scenari occupazionali

Cresce, infatti, la richiesta di personale altamente qualificato e specializzato, anche in relazione agli investimenti in tecnologia, innovazione e sostenibilità che le imprese del comparto stanno affrontando per rimanere competitive. 

Una ricerca realizzata da ManpowerGroup, in collaborazione con E&Y e Pearson, punta ad analizzare i trend occupazionali dei prossimi 10 anni nella logistica. Il rapporto, dal titolo “Ricerca sui trend occupazionali nel settore logistica”, è stato realizzato grazie all’ausilio di tecniche di intelligenza artificiale, per elaborare un modello predittivo della domanda di profili professionali e skills fino al 2030. 

Ecco le 4 figure che, nei prossimi 10 anni, saranno le più richieste nel settore logistica e trasporti: 

  • Team Leader-Responsabili del Magazzino (crescita del +3%).
  • Autisti con patenti (+2,6%). 
  • Spedizionieri (+2%).
  • Addetti alla logistica e al magazzino (+1,5%).

Inoltre, magazzinieri, trasportatori e responsabili delle spedizioni, responsabili del magazzino e supply chain manager continueranno ad essere richiesti da un mercato in continua evoluzione e sempre più esigente. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

CANDIDATURA SPONTANEA